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vendredi 19 janvier 2007

La Prima Volta.

Camminavo sul marciapiede macchiato dagli alberi che tagliavano la luce del sole e i miei pensieri fluttuavano liberi senza direzione, intrecciandosi a formare una matassa di punti interrogativi.
Fu un semplice sguardo a svegliarmi dallo smarrimento e in un attimo capimmo entrambi di volere la stessa cosa.
La mia incoscienza di sedicenne mi spinse a fare salire quello sconosciuto a casa mia, quel giorno fatidicamente deserta.
Ogni passo su per le scale stringeva il nodo alla gola e il suo respiro dietro di me costringeva il mio cuore a battere sempre più forte, al punto che sembrava privo dello spazio sufficiente a pompare il sangue nelle vene. La mente era chiusa.
La bugia sulla mia maggiore età e la constatazione che lui aveva la fede al dito altro non furono che dettagli del tutto insignificanti, inutili a fermare quello che già era cominciato.
La sua mano guidava la mia testa inesperta, l'aria mi mancava e il tempo sembrava accelerato. Sudavo e la mia pelle diventava sempre più bagnata, umida di paura e di desiderio. La mia schiena glabra e bianca più della neve dichiarava la mia verginità e suscitava in lui un desiderio sempre più forte di possedermi.
Scivolò sicuro e violento e un nuovo dolore prolungò allo stremo i miei brividi, contraendo il mio respiro ormai spezzato. Prigioniero delle sue braccia forti e pelose, non potevo più sfuggirgli e inconsciamente desideravo che stringesse più forte.
Ricordo solo lo sciogliersi dei muscoli e pochi attimi di silenzio, interrotti bruscamente dal rumore della sua cerniera che si alzava, mentre io rimanevo sul letto nudo col suo odore che mi scorreva fluido addosso.
Lo guardavo andarsene e un unico mio pensiero si distingueva nel caos delle sensazioni: la speranza di rivederlo. Mi addormentai. Pioveva...

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