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vendredi 12 janvier 2007

"Querelle de Brest" di Jean Jenet.


...si sforzò di sentire su di sé, intorno a sé, i suoi vestiti e i suoi attributi di marinaio. Innanzitutto il bavero rigido del gabbano, che gli proteggeva il collo come un'armatura. Il bavero conferiva un aspetto massiccio alla base del suo collo, di cui avvertiva la delicatezza, nonostante fosse solido e fiero, come conosceva la fossetta della nuca, alla sua radice, punto perfetto della vulnerabilità. Flettendosi leggermente, i suoi ginocchi toccarono la stoffa dei calzoni. Infine Querelle s'incamminò col passo che deve avere un vero marinaio, un marinaio che voglia essere tale fino in fondo. Dondolò le spalle a destra e a sinistra, ma senza esagerare. Pensò di tirarsi su il gabbano e di infilare le mani nelle tasche aperte sul ventre, ma preferì toccarsi il berretto con il dito, spingerlo indietro, quasi sulla nuca in modo che il bordo sfiorasse quello del bavero rialzato. La certezza tangibile di essere totalmente marinaio lo rassicuro un po', lo calmò. Si sentì triste e cattivo. ("Querelle de Brest" di Jean Jenet. 1945-46. L'immagine è tratta dall'omonimo film del 1982 che in Italia venne censurato e tagliato di quasi due minuti, eliminati nella scena della sodomizzazione da parte di Nono e Mario. La regia di Rainer Werner Fassbinder, che morì lo stesso anno di uscita del film, "rischiò" di vincere il Leone D'Oro a Venezia.)

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