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dimanche 10 juin 2007

Il Doriforo di Policleto.

Marmo. h. 2,12 m.
Prima età imperiale
(da un originale del 440 a.C. ca.).
Da Pompei, palestra sannitica.


All'incirca nella metà del V secolo a.C., lo scultore greco Policleto scrisse un trattato, il Kanón ("Cánone"), nel quale esponeva le leggi per il proporzionamento ideale del corpo umano, fondandole su precisi rapporti numerici mutuati dalla dottrina pitagorica. Stando alla tradizione successiva (Galeno: 129-200 ca. d.C.), Policleto realizzò, come modello concreto della sua teoria, il Doriforo, definendolo "Cánone". Secondo l'erudito Plinio il Vecchio (23/24-79 d.C.) furono, invece, gli artisti dell'età imperiale romana che, considerando la statua un'opera esemplare, la definirono con tale nome. Il Dorýphoros, "portatore di lancia", doveva rappresentare probabilmente Achille. La statua del Museo di Napoli è la copia più completa pervenutaci del celebre originale policleteo. L'imponente corpo atletico è costruito secondo il cosiddetto "schema chiastico" (riproducente cioè la figura della lettera greca c, simile ad una "x allungata"), che crea, mediante un'equilibrata alternanza di arti portanti e di arti liberi, un sistema dotato di vita e come animato dal di dentro; l'invenzione del "contrapposto" visualizza, così, lo stato di ritmico riposo della figura come movimento potenziale. Con il suo "Cánone", Policleto trasformò il corpo umano in un'architettura perfetta, conciliandovi forza ed eleganza formale e realizzando, così, l'archetipo dell'ideale greco dell'"uomo perfettamente bello". Al modellato anatomico della scultura furono ispirate, in seguito, prima le statue degli imperatori romani e poi quelle dei condottieri del Rinascimento e del Barocco europeo.

Ricostruzione in bronzo.

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