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vendredi 6 juillet 2007

Il Discobolo di Mirone.


Mirone è uno scultore di cui molte fonti antiche parlano, celebrando la sua esperienza e le sue opere. Bronzista, nativo di Eleutere, in Beozia, sembra che sia diventato poi cittadino ateniese, realizzando tra il 470 ed il 440 a.C. le sue opere migliori. Cicerone parlando delle sue opere diceva che, sebbene non fossero vicine alla realtà, tuttavia erano molto belle. E' Luciano di Samosata che, nel II secolo d. C., descrive così il Discobolo, una statua realizzata da questo scultore, "si inarca nella posizione tipica di chi è in procinto di lanciare...". Fu proprio grazie a questa preziosa testimonianza che gli archeologi hanno potuto riconoscere numerose copie dell'originale ( non in nostro possesso) in bronzo. Il corpo del giovane è raccolto, concentrato. L'artista, genialmente e con grande perizia, mette in scena il momento che precede il lancio. Il volto del fanciullo è fisso, concentrato. Tutto sembra pronto. Lo spettatore pazientemente attende e continua a contemplare, estasiato, il discobolo perchè crede che questo, da un momento all'altro, possa tirare il disco. Il Discobolo richiama alla mente le figure dei frontoni. Il trattamento dei capelli a calotta è tipico delle prime effigi in bronzo e questa particolare capigliatura conferisce alla statua un tocco di arcaismo. Come scrive Francesco Morante, la scultura si articola in due grandi linee. La prima è un grande arco che va dalla mano che regge il disco al tallone del piede flesso; la seconda linea è una serpentina ad esse che va dalla testa al tallone del piede poggiato a terra. Mirone è ricordato proprio per la decisione di rappresentare realisticamente le sue opere e perchè coglieva i suoi personaggi nel momento prima di compiere qualche azione. Il bronzo qui presentato divenne il simbolo dell'atleta per eccellenza. Delle copie ritrovate la migliore (cioè quella più fedele all'originale, la più integra,...) è quella attualmente conservata a Roma, presso il Museo Nazionale Romano. Ad ulteriore riprova del fatto che l’arte classica non muore mai riporto anche due esempi di artisti moderni e contemporanei che hanno tratto ispirazione da questa splendida statua.



Discobolo, Peggy Macnamara.


Atleta Cosmico, Salvador Dalì.

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