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lundi 13 août 2007

KILT: una gonna per essere uomini.

Il kilt è il modello di gonna più “potente” e duraturo della storia, che per alcuni stilisti come Vivienne Westwood, Dries van Noten e Gaultier, ha rappresentato il simbolo di una naturale e disinibita mascolinità, rimasta nella storia del costume fino ai giorni nostri, come dimostra l’annuale manifestazione Dressed to Kilt (www.dressedtokilt.com), iniziata nel 2003, e dalla quale è tratto il video che trovate in basso. Forse meno romantica di quanto si immagini, la storia del kilt è comunque curiosa e interessante. Quello che appare come un colorato e folcloristico gonnellino, tanto più insolito perché indossato dagli uomini, è in effetti il simbolo di una nazione battagliera e orgogliosa, la Scozia. L’origine di questo indumento è certamente da ricercare nelle Highlands, ma non in epoca tanto remota come si potrebbe credere. Intorno al 1730 quella parte del territorio scozzese era una colonia irlandese, povera e ostile; i veri scozzesi abitavano le Lowlands. Quando gli inglesi iniziarono a sfruttare le foreste scozzesi presero a lavorare molti highlanders nelle fornaci che producevano carbone. L’abito di questi, che fino ad allora erano stati semplici pastori guerrieri, consisteva tutto in un plaid, una pezza rettangolare di stoffa lunga circa cinque metri, che veniva drappeggiata intorno al busto, poi intorno alle gambe e fissato in vita da una cintura. Nella seconda metà del ‘700, fu quello il momento in cui il cosiddetto «grande kilt» subì un’evoluzione in funzione di un più pratico utilizzo. Venne eliminata la parte superiore e rimase un gonnellino tenuto dalla cintura. Il «kilt piccolo» così ottenuto pare nacque dall’idea di un magnate anglosassone, tale Rawlingstone, che riteneva che i suoi dipendenti avessero bisogno di una maggiore libertà di movimento per svolgere il lavoro. Dopo la sconfitta di Culloden nel 1746, con il Disarming Act il kilt, indumento tipico degli highlanders, fu messo al bando e per almeno una cinquantina d’anni non fu più indossato. Ne rimase traccia solo presso i reggimenti delle Highlands i cui soldati, necessariamente immuni dal Disarming Act, lo indossavano (e lo indossano tuttora) orgogliosi quando combattevano nell’esercito britannico. Verso fine secolo, abrogata la legge che proibiva l’uso del kilt, il fascino di quello che ben si adattava ad essere il simbolo di una nazione che non si arrendeva, fu riesumato da nobili e intellettuali, che ne fecero realizzare versioni raffinate. Il quotidiano The Times spiega che la tradizione secondo cui un vero scozzese non deve indossare nulla sotto il kilt è di origine militare. "A tutti i soldati che portavano il kilt era proibito recarsi ai piani superiori di autobus e tram per non spaventare le donne. Ogni giorno il reggimento veniva ispezionato da un ufficiale che con uno specchio, come se stesse verificando la presenza di una bomba
sotto un'automobile, guardava sotto al kilt. Quelli che venivano scoperti con la biancheria addosso venivano spediti a cambiarsi", ha raccontato l'ex soldato Bill Smith.

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